I motori sono sport da donne. Tanto che ci hanno fatto una serie, Motorvalley (Netflix). La 18enne Blu (Caterina Forza) è l’unica pilota a competere in una delle gare automobilistiche più appassionanti: Il Campionato Italiano Gran Turismo. È figlia d’arte ma non conoscerà mai suo padre che muore in una corsa prima lei che nasca. Il suo allenatore è Arturo (Luca Argentero), ex pilota leggendario che si è ritirato dopo un tragico incidente. La sua vera mentore, la prima persona a credere veramente in lei, appena esce di prigione, è Elena (Giulia Michelini) che mette in piedi una scuderia un po’ improbabile ma che alla fine diventerà una famiglia. Velocità, adrenalina, fallimenti e voglia di riscatto. La famosa seconda opportunità. Ne abbiamo parlato con Caterina Forza, 26 anni, una delle giovani attrici italiane più interessanti, che per prepararsi, non solo è dovuta entrare nell’anima e nel pensiero di Blu, ha preso lezioni di guida di velocità e ha dovuto fare tanto lavoro fisico. Ci ha raccontato anche della passione di famiglia per la MotoGP, in particolare per Valentino Rossi e della sua, personale, per Jannik Sinner che le ha fatto “scoprire” il tennis.

L’intervista rilasciata da Caterina Forza a Sky Sport
Raccontaci di cosa parla Motorvalley
Motor Valley parla di tante cose. È una storia di riscatto, è una storia di traumi, di traumi familiari, di ritrovare se stessi e di andare incontro a una seconda occasione. Il tutto avviene in Romagna, nel mondo dei motori e in particolare nel Gran Turismo. Blu, Elena Dionisi e Arturo Benini si incontreranno, tutti e tre con un passato da risolvere, e in qualche modo ci riusciranno, iniziando questo viaggio insieme. Blu ha 18 anni eppure si ritroverà in questo trio dove non importa l’età e non importa il background.
Blu, è come se non avesse una famiglia, perché il papà non l’ha mai conosciuto, la mamma non l’è stata accanto. Però alla fine trova la sua famiglia un po’ allargata.
Parliamo di motori, però mi ha fatto tenerezza quando ho letto la sceneggiatura. Ho visto proprio una storia anche di una famiglia, di una famiglia non scelta, non si sono scelti. Va visto per capire tutto bene bene, però è così alla fine.
In che punto della tua vita ti è arrivato questo progetto?
Come sai, questo lavoro molto precario, ero ferma da tanto tempo, mi stavo scoraggiando tantissimo. La situazione produttiva e economica che sta passando questo settore è molto complicata. Il primo self tape l’ho fatto il 2 febbraio del 2024. Non mi avevano detto trama, niente, sapevo giusto il nome del personaggio e la scena. Il call back l’ho avuto a luglio, quindi mi ero completamente dimenticata del progetto. Sono partita, sono andata in campeggio da sola al Giglio, dove non prende il telefono, non volevo sentire nessuno e niente. Appena sono salita sul traghetto di ritorno, appena mi si è riattaccato il telefono, mi ha chiamato Fiamma, la mia gente, dicendo che mi avevano presa, non ci ho creduto. Ho pianto tantissimo. Ho chiamato mia madre, i miei migliori amici, ho chiamato chiunque, che poi non puoi mai dire niente. Quindi in realtà dicevo, mi hanno presa in progetto enorme. Quindi sì, devo dire, è stata una grande cosa per me, emotivamente, in quel momento.
Una delle frasi che fanno capire meglio il personaggio di Blu è “io non corro, io vinco”
Adoro. Ciò che mi lega a lei è proprio questa determinazione che mi ha aiutato a diventare maggiormente lei, perché in molte cose ho faticato tantissimo e ho lavorato tanto con i registi, con gli sceneggiatori e invece quando ho letto cosa dice Blu ho proprio detto, cavolo, la sua forza motrice, questa determinazione, questa passione folle. E mi sono agganciata a questo. Penso sia un’enorme fortuna avere una passione. Mi sono sentita molto fortunata a potermi legare così a Blu, proprio perché ho seguito la mia forza motrice, la mia passione.
Come ti sei preparata, emotivamente e fisicamente al personaggio?
Per la parte emotiva in realtà non c’è stato troppo tempo. Ho visto Million Dollar Baby per Arturo e Blu, per Il loro rapporto, ho visto Giorni di Tuono, proprio per il carattere, non solo per il background dei motori, ma proprio per l’animo ribelle di Blu. E poi mi sono voluta rivedere Cars, perché comunque anche lì c’è quella passione che traina tutti e ho voluto rivedere anche Juno. Per entrare emotivamente nel personaggio devi iniziare anche dal fisico. Mi aiuta tanto sempre iniziare dalla postura dei personaggi, anche perché io ho una postura molto precisa nella mia vita, mi devo ricordare sempre di stare dritta. Con Blu sono partita da lì, dalle spalle, dalla schiena, da come ti poni con le persone. E poi con la preparazione atletica c’è stato ovviamente il risvolto, perché sono stata accompagnata da un personal trainer, ci allenavamo quasi tutti i giorni in sala pesi, perché appunto mi serviva tanta massa muscolare rispetto a ciò da cui partivo. Ho fatto lezioni di guida sportiva, quindi sono state tante cose messe insieme e la ciliegina sulla torta è stato il look, grazie ai nostri capi reparto di costumi, capelli e trucco che hanno montato tutto in modo giusto.
Com’è stato prendere le lezioni di guida sportiva?
È stato troppo figo, anche perché non pensavo che l’avrei mai fatto, anche perché io me la tiro un po’ con la macchina, nel senso che sono consapevole di guidare bene. Io adoro guidare. Mi sono divertita tantissimo perché non ero minimamente capace all’inizio di fare quelle cose. È stata una liberazione. Abbiamo delle regole ovviamente in strada, perché sennò saremmo dei pericoli costanti. Te lo consiglio se vuoi fare un corso, perché è davvero liberatorio.
Dove ti hanno portato a fare le prove di guida di velocità?
Le prime lezioni sono state a Roma in un parcheggio gigantesco. Abbiamo cominciato a fare le sgommate, i 360 e 180 fondamentalmente, perché ci serviva un posto largo. Durante le riprese, c’è la scena di rally sulla neve e lì infatti non è uno stunt, siamo riusciti a prendere le riprese vere perché siamo andati una settimana prima e siamo stati un giorno intero e mi hanno insegnato tutto il circuito. Sulla neve è molto complicato, non me l’aspettavo. A Imola mi ricordo quando ho guidato tanto, a un certo punto mi stavo dando un po’ troppo alla pazza gioia e mi hanno detto ok basta Caterina oggi non guida più e quindi sono dovuta scendere.
In pista però non eri tu.
No, non si poteva proprio purtroppo, è una questione di assicurazione di brevetti e di patenti.

In casa siete appassionati di MotoGP.
Sì, mio padre e mio fratello, infatti ho avuto questa fortuna, sono appassionati a tanti sport. Tra cui la MotoGP con Valentino Rossi, il dio di casa nostra, il protettore di casa, letteralmente. Quindi non mi era nuovo il mondo, però non ero mai andata in un autodromo, perché comunque sono mio padre e mio fratello gli appassionati, gli sfegatati, quindi loro sì sono andati tante volte, ma io mai. Quindi è stata una novità non novità diciamo.
Cambiando sport e passando al tennis tu sei una fan di Sinner.
Mi incuriosisce sempre tanto quando uno sportivo si fa conoscere più degli altri, non legato a gossip o alla sua vita, ma legato effettivamente al suo modo di giocare. E quindi poi io l’ho visto giocare, ho visto delle sue partite e mi sono appassionata al tennis, sono andata a vedere le internazionali qua a Roma. È uno sport che mi piace tantissimo e non mi starei mai avvicinata se non avessi avuto quest’input di Jannik, che è bellissimo vedere giocare. E quindi sì, sono una super fan. È troppo in gamba, è troppo umile, è proprio quello ci serve. Non solo per il tennis, ma per la persona che è.

Un altro aspetto di Blu è che a modo suo è libera nel suo modo di conoscere il mondo. Le piacciono le ragazze, però le piace anche il suo rivale per eccellenza.
Sì, diciamo che lei rappresenta la mia generazione fondamentalmente, parlando proprio di età. Prima fare coming out era un grande tabù dal punto di vista proprio di società. Adesso lo è ancora in determinate situazioni dove si nasce, dove si cresce, chi si avvicina. Però i tabù a un certo punto cambiano, nel senso che nella mia generazione non è tanto tabù fare coming out. Non c’è bisogno di dirsi lesbica, etero, bisessuale o quant’altro. Devi fare ciò che senti dentro, devi andare con chi ti attrae. Quindi questo mi piace di Blu. Ma in realtà ho costruito diversamente il rapporto che Blu ha con Paolo Ferri. In quell’attrazione di emotivo non c’era niente. Blu voleva essere lui, è quell’attrazione che Blu ha nei confronti di cosa rappresenta Paolo in quel momento. Quel rapporto è molto sul fatto di invidia totale e di volersi mettere al suo posto.
È anche bello nella serie Motorvalley vedere una ragazza protagonista in un mondo di uomini.
Noi siamo un paese in cui è in costruzione la figura della donna. Quindi mi ha reso molto fiera e orgogliosa poter rappresentare queste persone e soprattutto il messaggio che dico sempre e che vorrei far arrivare con i miei lavori è che non c’è genere per nulla. Non esiste un genere per una passione soprattutto, non esiste un genere per uno sport, per un lavoro, per nulla. Quindi è questo che io cerco di rappresentare tramite i miei ruoli.
Hai dovuto imparare a stonare per quella scena in cui canti La rabbia non ti basta di BigMama
Quello è veramente semplice, è difficile intonare, quello è difficile. Per me è stata una piccola tortura quella canzone perché non riuscivo a impararla, penso sia davvero l’unica canzone in tutta la mia vita che non riuscivo a imparare.
Però tu sei intonata, hai anche partecipato alle selezioni di X Factor 2017. Com’è stata quell’esperienza?
Brutta perché non sono passata. È stata molto breve e ho pochi ricordi. Ero piccola, ero minorenne, quindi c’erano i miei genitori e delle mie amiche, però ho pochi ricordi sinceramente, non ci ho dato tanto peso crescendo. Però in realtà è più difficile girare una scena cercando di intonare, nonostante studio canto da anni. È sempre legato al personaggio di Blu. La bellezza di lasciarsi andare. Quando ti lasci andare non pensi alle note che prendi, a respirare bene, a usare il diaframma. Quindi in realtà mi sono divertita nel momento in cui ho imparato la canzone e sono riuscita a divertirmi a farlo.
Ci possiamo aspettare un Motor Valley 2?
Speriamo. Il finale è aperto, non so ancora niente al riguardo e io spero vivamente che ci sia una seconda stagione perché mi ha troppo appassionata tare su quel set, mi ha veramente travolta. Quindi io spero di sì. Guardate la serie così che riusciamo a fare la seconda stagione.



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