A 18 anni il primo grande ruolo con Sebas nella serie Netflix Innato. Con Elena Anaya, Imanol Arias e Roberto Álamo. L’entusiasmo e le speranze di Teo Soler che sta proseguendo il periodo di studi. È all’ultimo anno del Bachillerato, il biennio di scuola superiore dai 16 ai 18. Teo deve recuperare un anno perchè nel 2025 è stato impegnato set di Innato. Un’esperienza che gli ha fatto capire che da grande vuole fare l’attore. Ma si prepara a piano B che potrebbe essere la psicologia. Un ragazzo giovane ma già molto maturo e che ha parlato anche del mondo de giovani e dei loro problemi: dai pericoli del web al bullismo. Ha anche parlato del suo sentirsi diverso ma di non averne sofferto e sottolinea la bellezza di essere diversi perchè come dice sua madre se non fosse così saremmo tutti dei robot.
L’intervista completa è su Youtube e Spotify!

Quando hai cominciato a studiare recitazione?
Avevo 11 anni. I miei genitori mi hanno iscritto a una scuola di recitazione qui a Tarrasa (vicino Barcellona) dove vivo. Ho fatto un anno e mi è piaciuto, mi sono divertito. Non era tanto serio come quello che frequento ora, sono al quarto anno. Però ho imparato davvero sul set. Ho cominciato a fare cortometraggi da piccolo con la scuola.
Cosa diresti ai ragazzi della tua età perche provassero a studiare recitazione?
Evoluzioni come persona recitando. Io la vedo come qualcosa di terapeutico. La sensazione che ti rimane addosso dopo aver fatto un esercizio o un’improvvisazione. È davvero terapeutico. Aiuta molto a toglierci di dosso dei pregiudizi su noi stessi perchè spesso ci giudichiamo. Credo sia anche una via di fuga.
Di che genere sono i film che ti piace guardare?
Il mio regista preferito è Tarantino. Mi piacciono anche i film che parlano della società. Mi piacciono anche i thriller come Seven o Zodiac. Mi piacciono anche i film storici e di guerra. I miei film preferiti sono Bastardi senza gloria, un film francese che si chiama L’odio, City of God e Il silenzio degli innocenti. Mi piacciono anche Kill Bill e Pulp. Fiction. Il mio attore preferito è probabilmente Leonardo Di Caprio.
Come è cominciato per te il progetto di Innato?
Ho fatto prima un selftape a casa mia. Dopo mi hanno detto che volevano vedermi a Madrid. Sono andato con mia mamma e ho fatto il casting con il direttore di casting. Sono uscito molto contento, mi ero preparato molto, ero sicuro che mi avrebbero preso. Dopo una settimana sono tornato e ho fatto un altro casting con il direttore. Anche quella volta sono uscito felicissimo, ero sicuro che fosse il mio personaggio. Finalmente mi hanno detto di sì ed è stato uno dei giorni più belli della mia vita. Un sogno che si realizzava. Ho pianto con mia mamma, eravamo davvero felici.
Racconta di cosa parla Innato
Innato è un thriller psicologico che affronta il tema della psicopatia e della possibilità che si possa ereditare geneticamente e se ci si può trasformare in uno psicopata avendo dei riferimenti di questo tipo. Racconta la storia di Felix, un assassino che esce di prigione e di omicidi che seguono il suo modus operandi. E si sospetta di lui. Felix è mio nonno, il padre di mia madre.
Com’è il tuo personaggio?
Il mio personaggio è Sebas che è un disastro da tutti i punti di vista. Non capisce se stesso, non capisce gli altri adolescenti. Credo sia un po’ più avanti dei ragazzi della sua età come intelletto e maturità emozionale. Anche per questo non si sente parte di niente, non gli piace quello che piace alle persone della sua età. Si vede diverso e non sa chi è. Questo gli provoca molto odio e rabbia.
Con sua madre il rapporto si complica quando scopre qualcosa sul suo passato e anche perchè non si parlano davvero
Sì. Per Sebas suo padre un povero uomo, è un miserabile. Sua madre invece sarebbe un esempio da seguire per molte cose ma sente che è una bugiarda e non capisce come possa aver creato questa vita falsa. Sebas e sua madre sono due persone molto intelligenti, si rendono conto di quello che succede ma fanno fatica a parlarne.
Ci sono scene molto dure come quando i compagni di Sebas lo picchiano e gli bruciano il braccio
Sì, è stata dura da girare. Non avevo mai vissuto qualcosa del genere come attore. Bello ma difficile. Ho dovuto fare uno sforzo con la voce e con il corpo come quando cerchi di scappare e urli per la tua vita.
Ti è capitato di avere a che fare con il bullismo a scuola?
Prima capitava a scuola, adesso con internet e i social può capitare tutti i giorni. Si possono trovare brutte persone che possono farti del male. Sul web sono tutti coraggiosi. Non mi ricordo di casi di bullismo nella mia scuola al punto di rendere la vita difficile a qualcuno. È anche vero che a volte succede e non ce ne accorgiamo. Però mi ricordo di compagni che creavano account falsi per insultare qualcuno. Mi ricordo di qualche ragazzo prepotente ma per fortuna non è successo niente di grave. Quando ero piccolo avevo un amico polacco che non parlava molto bene lo spagnolo e se la prendevano con lui e ho cerco di insegnargli qualche parola.
Chi è diverso di solito viene attaccato e si può avere paura di mostrarsi per come siamo davvero
Io mi sono sempre sentito diverso dai miei compagni di classe. Ho sempre avuto questa vena artistica, possiamo chiamarla così. Alla maggior parte dei mie compagni piaceva il calcio. Per fortuna nessuno se l’è mai presa con me, andavo d’accordo con tutti. Ci sono però persone più introverse e vengono attaccate. Fa male perche sei fatto così e già è difficile piacersi e accettarsi e vengono gli altri a dirti certe cose. Dovremmo imparare ad non ascoltare gli altri ed essere felici per come siamo. Se ti piacciono le ragazze o i ragazzi o entrambi, se ti vesti in un modo o in un altro. Ognuno dovrebbe essere libero di essere come vuole.
Innato ti ha cambiato la vita?
Sì, mi ha cambiato la vita. È qualcosa che sognavo di fare da molto tempo. Lavorare in un progetto così grande e con un personaggio così bello. Sì è realizzato un sogno. I miei genitori sono felicissimi. Ho potuto portare dei soldi a casa. Sono cresciuto come attore. Mi sono reso conto che vorrei che fosse il mio lavoro. Dipenderà dal mio impegno e dalla fortuna.
Per come è finita la serie potrebbe esserci una seconda stagione
Sì, per come finisce dovrebbe esserci la seconda stagione. Però non so ancora niente. Speriamo.



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