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Barbara Grassi – Giornalista professionista dal 2004. Sky Sport/SkyTG24


Tre anni fa Jon Lukas cominciava a scoprire il mondo della recitazione, il 2025 si chiuderà per lui con il primo ruolo da protagonista nella serie spagnola Desaparecido (Netflix Spagna). Il suo Jon è un ragazzo carismatico ma fragile, con un sorriso adorabile ma pericoloso. Il suo mondo va in pezzi quando perde la madre e l’unico modo, sbagliato, che trova per chiedere aiuto agli amici alla fine li allontana. E proprio durante una gita con loro sparisce e la serie racconta le ricerche e il difficile rapporto di Jon con il padre e con gli amici. Un ruolo che ha regalato a Jon il premio di miglior attore rivelazione ai Premios Produ che premiano i contenuti televisivi in Spagna e Sudamerica. La scelta di rinunciare a un posto indeterminato in banca per fare l’attore non solo è stata coraggiosa ma anche vincente. Di questo, di Desaparecido e di tanto altro ho avuto il piacere di parlare con Jon. 

L’intervista completa è su Youtube e Spotify!

Vorrei cominciare con tema per me è importante che sono i giovani e la salute mentale. Itziar Atienza (l’ispettrice Maite in Desaparecido) mi ha detto che lavorando con i giovani ed era contenta di vedere che siete più connessi alle vostre emozioni rispetto ai suoi tempi quando si parlava meno del tema. Cosa ne pensi?

Che è totalmente vero, il tema della salute mentale è sempre più integrato e le persone hanno meno problemi a parlarne, prima era un argomento tabù. Ma ora la gente lo fa, non ha problemi a dire che sta andando da uno psicologo o ne parla e gli amici. È più normalizzato ora di prima.

Con la serie Desaparecido hai avuto una grande popolarità immagino in Spagna soprattutto. Come la stai gestendo?

Parlando con i miei genitori, con i miei fratelli, con la mia ragazza. Ho cercato di normalizzarlo, alla fine non vivo a Madrid ma stando con i miei amici, andando a trovare i miei genitori ho provato a disconnettermi un po’, stando con le persone che c’erano prima di tutto questo. Quella dello psicologo è una strada che ho provato e non escludo di rifarlo ma gli psicologi sono costosi, quindi te lo puoi permettere a secondo che tu stia lavorando o no. Questo è un altro argomento di cui sarebbe bello parlare. 

Raccontami com’eri da bambino

Ero un bambino allegro a casa, con i miei genitori e con con le persone che erano a casa ma a scuola ero più timido, non ero quello con cui si andava più d’accordo in classe, mi mettevano un po’ da parte. Finché non ho iniziato ad andare al liceo, ero più grande e mi sono fatto un gruppo di amici, giocavo a calcio. Ero ossessionato dal calcio, volevo fare il calciatore. Ma ero un bambino che stava molto a casa. A scuola non si comportavano molto bene con me ma tutto ha il suo perché e grazie a questo adesso sto facendo quello che mi piace.

Chi erano i tuoi calciatori preferiti?

Mi è sempre piaciuto molto Griezmann, inoltre ha giocato nella Real, io tifo Real Sociedad. E poi mi dicevano che ci somigliamo. Occhi azzurri, biondi, entrambi mancini. E poi Cristiano Ronaldo. Mi piace per lo spirito di volersi migliorare, per come ha lavorato. Ha lavorato duramente, ha lottato e ha ottenuto quello che voleva.

Hai cominciato a studiare recitazione perché un amico ti ha consigliato di provare.

Sì, è successo tre estati fa quando lavoravo in un negozio di abbigliamento. C’era un altro ragazzo che si chiama Marcos, è spagnolo e francese. Un giorno mi ha chiesto perché non provavo a fare il corso di teatro e che c’era una scuola a Donosti (San Sebastián). Gli ho detto che ci avrei pensato ma l’ho messo un po’ da parte. Poi un giorno mi chiama la scuola chiedendomi se fossi interessato ad iscrivermi. Così ho provato e mi è piaciuto. Ho iniziato a fare casting, così a poco a poco, un po’ per caso.

Cosa ti è piaciuto subito del teatro?

Quello che mi è piaciuto di più è stato andare lì e dimenticarsi di tutti i problemi che potessi avere, vedere che non mi vergognavo più. Un senso vergogna che avevo da sempre non era un grosso problema e poteva essere superato. Ti dimenticavi un po’ di tutto ciò che portavi da casa.

Tu hai studiato economia

Sì ho fatto 4 anni di economia. Mi sono laureato e ho potuto fare uno stage in banca. Contemporaneamente facevo dei casting, finché arrivò quello di Desaparecido. Quando mi hanno detto che mi avevano scelto ho detto bene, proviamo e vediamo come va. 

Hai parlato con i tuoi genitori prima di lasciare il lavoro?

Sì ho parlato con i miei genitori e mi hanno appoggiato molto. Mi hanno detto sì vai avanti, ero giovane. Inoltre mi ero già laureato, ho fatto esperienza lavorando in banca. Avevo anche un piano B e mi hanno appoggiato nel continuare a fare ciò che amo o meglio a iniziare a fare quello che mi piaceva. Avevo il colloquio per il contratto indeterminato in banca due giorni dopo che mi hanno detto di sì per Desaparecido. È andata così.

Raccontami qualcosa di Desaparecido di come è iniziato tutto?

Stavo lavorando in banca e mi è arrivato un casting per Desaparecido. Era in castigliano ed euskera (lingua dei Paesi Baschi). In castigliano molto bene ma in in euskera c’erano parti che in cui mi sono confuso un po’. Mia nonna mi parlava in euskera ma non le davo molta retta perché non vivevo nei Paesi Baschi e non pensavo mi sarebbe servito. Ho studiato la sceneggiatura a memoria.

Il tuo personaggio ha un aspetto psicologico molto intenso. Come ti sei preparato?

Non avevo idea di come preparare un personaggio. Ho cominciato a cercare interviste con altri attori su YouTube, su come si preparavano e cosa facevano. Ho fatto un sacco di schemi di tutte le relazioni che avevo con gli altri personaggi. Il mio personaggio aveva dei traumi, ho cercato di di capirlo e non di giudicarlo soprattutto.

Si parla anche del rapporto con i genitori. Suo padre non lo conosce molto, non sa molto di lui.

Aveva un rapporto molto importante con sua madre e in qualche modo lo escludono un po’. Il padre non sa quasi nulla di lui, la madre muore. Un trauma che lo fa chiudere in se stesso. Penso che per fare le cose che fa ai suoi amici, penso che stia chiedendo aiuto in un modo però che alla fine nessuno lo aiuta.

Credo che ci siano molti giovani che si possano identificare con il tuo personaggio.

Sì, penso che ce ne siano molti. Adolescenti che non sanno come relazionarsi con i loro genitori per x motivi o che i loro genitori non fanno molto per andare d’accordo con loro. Fondamentalmente non si conoscono.

Qual è la tua canzone preferita de La oreja de Van Gogh?

(ride) È una domanda che dobbiamo fare ai miei genitori. A me piace molto Cometas Por El Cielo.  Quando ho detto loro che avrei girato con Leire Martínez (sua madre in Desaparecido) e poi mia madre è venuta un giorno alle riprese e c’era Leire e si sono conosciute. Le è piaciuta molto perché Leire è molto simpatica e anche mia madre lo è. All’inizio ero nervoso quando ho fatto il casting con Leire. È stata molto simpatica, è stato molto bello.

Vorresti dire qualcosa ai giovani, perché per esempio dovrebbero provare a studiare recitazione

È molto complicato. Fai in una serie, lavori tre mesi al massimo, ti piace e poi stai 5 mesi senza lavorare e mentalmente è difficile, è complicato ma non costa niente provarci. Se non ti piace o non  ti riesce ci hai provato, non è che non ci hai provato. Penso che se vuoi qualcosa e lavori ci riuscirai. Se lo visualizzi e lo hai in mente, se non stai sul sul divano a pensarci ovviamente no ma se lo visualizzi e se lavori, se cerchi gli strumenti puoi farcela.

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